Oltre il Recovery Plan: l’Agenda 2030 dell’ONU

L’Unione Europea non è l’unica istituzione sovranazionale di cui l’Italia fa parte, la compagine delle organizzazioni internazionali di cui gli stati membri sono parte è molto più complessa e articolata di quanto possa sembrare.

Come ho spiegato approfonditamente in questa pagina, la differenza tra l’UE e le altre organizzazioni intergovernative o internazionali sta nel fatto che gli stati membri hanno volontariamente ceduto sovranità nazionale all’Unione Europea su determinati ambiti per portare avanti una politica comune.

Ogni nazione, però, è anche firmataria di diversi trattati internazionali dai quali derivano delle obbligazioni che devono essere rispettate. Tra queste c’è l‘Agenda 2030 dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) che tutti gli stati membri dell’Unione hanno sottoscritto.

Vediamo rapidamente che cos’è l’ONU. L’Organizzazione delle Nazioni Unite è la più antica e grande organizzazione intergovernativa mondiale. Fondata nel 1945 da 51 stati sovrani, oggi conta 193 membri (praticamente tutto il mondo). Lo scopo principale dell’ONU è preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie alla cooperazione internazionale.

Per attuare i suoi obbiettivi l’ONU è dotata di istituzioni proprie che sono l’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio Economico e Sociale, il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, il Segretariato e la Corte Internazionale di Giustizia.

Ad esse si affiancano delle agenzie internazionali specializzate in molti settori come ad esempio l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) o la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) e associazioni umanitarie come l’UNICEF (Fondo Nazioni Unite per l’Infanzia),o il World Food Programme che si occupa di assistenza alimentare nei paesi più poveri del mondo.

Periodicamente, circa ogni 15 anni i paesi membri dell’ONU stabiliscono degli obbiettivi globali e interconnessi da raggiungere entro un determinato anno. Nel 2016, allo scadere dei millenium development goals (stipulati nel 2000), sono stati redatti e sottoscritti i sustainable development goals 2030 conosciuti anche come Agenda 2030.

Gli obbiettivi interconnessi da raggiungere entro il 2030 sono:

  1. sconfiggere la povertà: porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque;
  2. sconfiggere la fame: porre fine alla fame, garantire la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile;
  3. buona salute: garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età;
  4. istruzione di qualità: garantire a tutti un’istruzione inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità;
  5. parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze;
  6. acqua pulita e servizi igienico-sanitari: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari;
  7. energia rinnovabile e accessibile: assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti;
  8. buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  9. innovazione e infrastrutture: costruire infrastrutture solide, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l’innovazione;
  10. ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all’interno e tra i paesi;
  11. città e comunità sostenibili: creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi;
  12. utilizzo responsabile delle risorse: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili;
  13. lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze;
  14. utilizzo sostenibile del mare: conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  15. utilizzo sostenibile della terra: proteggere, ristabilire e promuovere l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità;
  16. pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile; rafforzare gli strumenti di attuazione e rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.
  17. rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.

Senza dubbio degli obbiettivi molto ambiziosi da raggiungere entro il 2030!

Storicamente nessuno degli obbiettivi fissati dell’ONU nel passato è stato completamente raggiunto, per ora. Tuttavia, secondo i dati del rapporto stipulato alla fine dei millenium development goals le condizioni nei paesi in via di sviluppo sono migliorate negli ultimi 20 anni e alcuni obbiettivi come eliminare la fame nel mondo e garantire a tutti acqua potabile potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Il fine ultimo di questi traguardi da raggiungere è tracciare una rotta globale per il futuro di tutte le nazioni.

Nel passato la maggior parte dei target dell’ONU era rivolta ai paesi in via di sviluppo, tuttavia, in quest’ultimo accordo, l’Agenda 2030, molti degli obbiettivi sembrano destinati ai paesi più economicamente sviluppati. Infatti alcuni obbiettivi somigliano molto alle voci di spesa del Recovery Plan, il budget a medio temine dell’Unione Europea, ad esempio il numero 9 (innovazione e infrastrutture) o il il numero 7 (energia rinnovabile e accessibile).

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