La BCE e la BundesBank: un rapporto particolare.

Una serie di rivoluzioni politico-economiche attraversa il vecchio continente tra la fine degli anni 80 ed i primi anni 90 ridisegnando per sempre gli assetti della geopolitica mondiale.

L’Unione Europea nasce ufficialmente il 7 febbraio 1992 con la sigla del trattato di Maastricht che getta le basi per l’Euro e crea la banca centrale europea.

Il trattato, stipulato tra 12 paesi (Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Spagna) realizza “una nuova fase nel processo di realizzazione di un’unione sempre più stretta fra i popoli europei” auspicata dal trattato di Roma del 1957.

In esso sono contenuti criteri, detti di convergenza, che i paesi devono soddisfare per adottare nel prossimo futuro la moneta unica, l’Euro.

In quegli stessi anni, però, un’altro storico evento avviene nel vecchio continente: la caduta del muro di Berlino. Finisce così dopo oltre 40 anni la guerra fredda, il mondo tira un respiro di sollievo sognando una pace duratura.

Per capire l’impatto della riunificazione tedesca sulla creazione dell’Unione Europea facciamo un passo indietro.

In seguito alla sconfitta nella seconda guerra mondiale la Germania viene divisa in Repubblica Democratica Tedesca ad Est sotto il controllo dell’Urss e Repubblica Federale di Germania ad Ovest nell’orbita del Alleanza Atlantica. Quando il muro di Berlino cade, la Germania dell’Ovest incorpora quella dell’Est.

Ma come era stata ricostruita la parte ovest della nazione che aveva creato il terzo Reich? I paesi occidentali avevano paura che la storia si ripetesse, si optò così per la formula federale che garantiva la decentralizzazione del potere. La nuova costituzione tedesca, il Grundgesetz, prende il posto della costituzione di Weimar, viene promulgata il 23 maggio 1949.

Anche la politica monetaria viene smantellata e la banca centrale tedesca (il Reichsbank) viene sostituita definitivamente nel 1957 dalla Bundesbank. Quest’ultima oltre a gestire la politica monetaria come fa qualsiasi altra banca centrale, vigila e autorizza le spese degli stati federati (i Länder tedeschi) e del governo centrale.

Questa struttura istituzionale, la più moderna in Europa, ha un impatto enorme sulla politica monetaria europea in quanto anche le spese comunitarie tedesche devono ricevere il permesso dalla Bundesbank. Lo abbiamo visto nel 2011 quando la banca centrale tedesca non autorizzò la Germania a prendersi carico dei debiti della Grecia e di conseguenza neanche la commissione europea poté aiutare il paese ellenico.

Lo stiamo vedendo anche in questi mesi: si sente spesso parlare delle note della Bundesbank sul Recovey Fund e l’atteggiamento è prudenziale. Tuttavia la situazione è differente, siamo di fronte ad uno shock simmetrico per l’UE e la banca centrale europea tira dritto sul recovery fund ribadendo il suo dovere/obbiettivo (conferitogli dal trattato di Maastricht) di definire e attuare la politica monetaria per l’intera area euro.

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